Design Civic | Carlo Infante | Urban Experience | part 2

 

 

Il 2017 è un anno importante per Civic Wise Italia: per la prima volta e in contemporanea con le edizioni spagnola e francese, Civic Wise promuove ed organizza un corso online in italiano della durata di 5 mesi incentrato sul Civic Design ( maggiori informazioni sul corso ).

Tra le modalità di apprendimento proposte dalla Civic Wise Academy vi è quella delle Video lezioni in streaming: ospiti attivi sul territorio nazionale sono invitati a partecipare ad un incontro online condividendo il loro sapere e rispondendo alle domande dei partecipanti al corso (in diretta su Youtube).Ciò che ne scaturisce sono momenti di scambio e confronto diretto, nuove sinergie, idee e stimoli che rafforzano e moltiplicano l’impatto di azioni e progetti civici sul nostro territorio.


 Parte 2 di 2

 

La costruzione collettiva di contenuti per l’edizione italiana del corso Civic Design passa anche dal nostro Magazine, strumento di raccolta, approfondimento e diffusione di molteplici esperienze contemporanee che applicano il Civic Design, interpretate attraverso gli sguardi degli ospiti invitati, dei coordinatori e dei partecipanti al corso.

 

Dopo l’hangout con Urban Experience abbiamo deciso di ripercorrere e approfondire in un secondo articolo l’origine e il background che strutturano il suo DNA.

 

Iniziamo con il richiamare alcune parole chiave: il gioco come pratica umana  unita alla sperimentazione dei linguaggi, approccio ludico e pensiero non lineare avviato dalle Avanguardie teatrali negli anni Settanta ricombinando avanguardie storiche e situazioni atipiche.

Le tecnologie e culture digitali, di cui Infante si occupa sin dagli anni Ottanta in una ricerca connessa al concetto di performance e di tecnologia quale estensione della creatività umana (performing media storytelling).

 

 

 

 

 

Il modello di intelligenza connettiva che trova la sua origine in quello di intelligenza collettiva coniato dal filosofo francese Pierre Lévy e visibile in natura con l’osservazione delle api, per poi essere aggiornato ed adattato al contesto tecnologico delle reti da Derrick de Kerckhove : tale connettività si affianca e contemporaneamente si oppone all’idea di collettività proposta da Levy, aggiungendo a questa l’unità frammentata delle potenzialità degli elementi della rete condividendo le proprie competenze in modo mirato e permettendo di realizzare il meglio con il meno.

Ne deriva una metodologia resiliente e orizzontale, funzionale ai sistemi organizzativi perché permette di moltiplicare i punti di vista e sostenere la coscienza civica, la cui autenticità traspare dai format innovativi partecipativi dei walkabout.

<< Per chi procede verso il futuro senza perdere di vista origini ne’ mutamenti cui va incontro, le dinamiche del cambiamento rappresentano un passo sempre in avanti, o anche di lato, come in una mossa scacchistica del cavallo. >>  

Ringraziamo dunque Carlo ed Urban experience per la partecipazione al corso e per l’impegno che questa associazione dimostra nella ricerca di nuovi metodi di apprendimento fondati su concetti fondamentali dell’uomo, dandoci nuove chiavi di lettura per la resilienza urbana.


I CivicWisers che hanno contribuito alla redazione di questo articolo sono:

Pietro Pedercini, Anna Marotta, Luca Quilici, Valentino Canturi,  Emanuela Pucci

 

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