I “sottani” di Altamura tornano in vita



Grazie ad attività di work-shop e laboratori dal basso, i beni comuni ormai fatiscenti vengono rimessi in sesto all’interno di una rete per la comunità


Articolo di SAVERIO MASSARO (presidente Esperimenti Architettonici) per il quotidiano italiano La Stampa. Pubblicato il 12/12/2016


Durante il Festival della Resilienza 2016 promosso da ProPositivo, la rete degli oltre 8000 Giornalisti Nell’Erba, dei 21 canali di giornalismo partecipativo locale di Cittànet, in collaborazione Openhub, il LIS del Dip. di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’ Università “La Sapienza” ed una giuria di professionisti proveniente dalle maggiori testate italiane, ha promosso un Contest Giornalistico nazionale alla ricerca dei migliori esempi virtuosi, propositivi e resilienti nel contesto dello sviluppo delle comunità locali. La giuria composta da Roberto Giovannini (La Stampa), Paola Bolaffio (FIMA), Simone Pieranni (Il Manifesto), Antonio Cilli (CittàNet), Alfredo Macchi (Mediaset) ha selezionato quattro vincitori. Questo è uno degli articoli premiati. 

 

Il difficile momento di transizione che la nostra società sta attraversando non ci deve lasciare passivi e sottomessi dinanzi ad una crisi che possiamo fronteggiare sì, se siamo in grado di modificare il nostro sguardo sulla città e rivedere i modelli economici cui siamo stati abituati. 

 

Per questo con Esperimenti Architettonici abbiamo lanciato una sfida pubblica, occupandoci di una grande risorsa inespressa e dimenticata: i sottani inutilizzati del centro storico di Altamura, una rete di potenziali beni comuni che appartiene ad usi del passato ma che si presta benissimo ad accogliere nuove forme di imprenditorialità e nuove modalità di fruizione che guardino al futuro. Questi spazi si affacciano sulle peculiari corti urbane dette “claustri”, simboli di aggregazione sociale e culturale, dove gli artigiani prolungano le loro attività e dove si intessono rapporti di vicinato. Ci siamo posti due semplici domande: qual è il costo sociale ed economico della mancata valorizzazione delle energie, delle competenze e delle idee innovative presenti sul territorio? Quanto costa ad una comunità l’abbandono o il sotto-utilizzo di molti spazi nel cuore della città? SottaninRete nasce come risposta a queste criticità. L’idea emerge nel 2013 grazie

all’opportunità offerta dal programma Laboratori dal Basso, un’azione della Regione Puglia a sostegno delle proposte di formazione e sviluppo di giovani esperienze imprenditoriali innovative: la Regione copriva le spese di docenza degli esperti invitati e assicurava le riprese in streaming delle lezioni ad ingresso gratuito, mentre ai proponenti spettava l’organizzazione delle attività in loco.

 

La nostra iniziativa s’inseriva nel più grande “Reactivicity: Old spaces/New uses”, la prima edizione di un Laboratorio dal Basso itinerante costituito da seminari, azioni e workshop dislocati in varie città, tutti accomunati dal tema del riuso creativo degli spazi inutilizzati. Il progetto è nato grazie ad una sinergia instauratasi a scala regionale tra un network di associazioni e startups attive sul territorio.

 

Esperimenti Architettonici organizzò tre giorni di cantiere creativo dentro il vero cantiere del Teatro Mercadante. In quel luogo, oggi riattivato dopo più di vent’anni di oblio e restituito alla comunità per iniziativa di privati, furono formulate alcune proposte da elaborare per la città. Durante il brainstorming, accompagnato dal visual thinking di Fedele Congedo dell’ass. Città Fertile, e le esplorazioni urbane condotte da Carlo Infante dell’ass. Urban Experience, emersero le criticità e le potenzialità connesse all’inutilizzo di questa serie di spazi, sul cui destino abbiamo voluto interrogarci coinvolgendo la cittadinanza.

 

Nel 2014 l’ARTI – Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione approvò e riconfermò la proposta di portare avanti le attività e così il progetto giunse alla sua seconda edizione intitolata Reactivicity Reloaded, all’interno del quale prese avvio il progetto #SottaninRete.

 

I sottani sono spesso in condizioni fatiscenti, pertanto siamo partiti dall’idea che la riattivazione temporanea fosse la strada più adeguata per innescare un processo di rigenerazione più ampio. Per questo abbiamo deciso di organizzare nella prima tappa un laboratorio di auto-costruzione per dotarci di un kit di riattivazione polifunzionale e trasportabile. Il laboratorio, condotto da Marco Terranova – Progetto naCa, ha visto la partecipazione di più di 20 ragazzi che in meno di due giorni hanno collaborato per dotarsi, e dotare la comunità, di uno strumento fisico con cui poter passare all’azione sul campo: un kit in legno componibile, denominato KitUp, composto da un tavolo (trasformabile in un carrello o in un espositore), un box per contenere oggetti ed infine una seduta portatile per poter colonizzare lo spazio pubblico.

 

Dopo esserci dotati degli strumenti, abbiamo organizzato un workshop di co-design insieme a Marco Lampugnani – Interstellar Raccoons e Domenico Di Siena – CivicWise, con i quali sono state delineate le strategie per la costruzione di una community attiva e due partecipanti hanno formulato due proposte per i rispettivi sottani: la prima riguarda l’attivazione di uno spazio di co-living per la promozione della cultura agro-alimentare e agro-ambientale; la seconda si incentra sull’attivazione di un laboratorio/co-working incentrato sulla cultura della terra cruda e sulle sue molteplici applicazioni artigianali e nel settore edile.

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Adottare formule e strumenti per il riuso temporaneo elude criticità derivanti da processi di ristrutturazione più complessi e onerosi, mettendo in circolo energie e risorse nel breve periodo. Il nostro ruolo all’interno del progetto è quello di enzimi urbani, agenti in grado di catalizzare le energie creative latenti sul territorio e attivare dinamiche di coinvolgimento e collaborazione tese a stabilire nuove connessioni tra luoghi e persone

Un elemento fondamentale per orientare tale processo è fornire strumenti che abilitino le comunità. Uno strumento che abbiamo utilizzato fin da subito è stato quello della mappatura collaborativa con l’utilizzo della piattaforma web www.pophub.it (progetto vincitore del bando Smart Cities and Social Innovation del MIUR). La mappa interattiva registra ad oggi più di cento segnalazioni relative a spazi e/o edifici inutilizzati ad Altamura. Un secondo strumento che stiamo provvedendo a diffondere è il Manifesto di #Sottaninrete, accompagnato da un regolamento, che ci aiuterà in primis a promuovere il valore dell’iniziativa e a poter definire ruoli, doveri e responsabilità dei soggetti attivi nel processo di riattivazione. L’auspicio è che il documento sia approvato ed utilizzato dall’amministrazione comunale. Sarà un modo per sperimentare le capacità adattive di questi spazi e reinventarne l’immaginario, contribuendo ad attivare un nuovo processo metabolico nel cuore della città.

 

Uno degli aspetti determinanti su cui puntare per il futuro sarà quello di creare le condizioni abilitanti affinché possano nascere nuove progettualità in seno alle comunità di cittadini attivi. La sfida è intercettare una committenza che è sempre più diffusa, creando insieme nuove opportunità latenti nei territori. Attraverso l’adozione di KitUp stiamo iniziando a costruire una community di riattivatori e soggetti attivi, creando le condizioni affinché emerga un valore sociale inespresso e si inneschi un processo virtuoso sia per i privati sia per la pubblica amministrazione. Tutti i partecipanti sono autori del kit, attualmente disponibile sotto licenza Creative Commons; in seguito saranno disponibili gratuitamente anche i disegni del kit affinché sia facilmente riproducibile, per poter innescare una dinamica virale.

 

Si tratta un processo lento che ci vede portare a galla istanze raccolte nel 2012 con il progetto “Altamura Domani_Indagine per una città migliore”, quando abbiamo distribuito dei questionari cartacei nelle scuole (e uno in versione digitale sul web) per comprendere e intercettare il sentiment del territorio, a partire da giovani e giovanissimi, i cittadini del futuro.

 

Le richieste di rivalutare antichi mestieri e tradizioni hanno costituito il tema centrale di un secondo progetto, integrato e complementare a #SottaninRete, intitolato StaffettArtigiana. Si tratta di uno dei cinque progetti vincitori del bando pubblico Rigeneraltamura, indetto dal Comune di Altamura con l’intento di selezionare proposte progettuali innovative per la rigenerazione urbana del centro storico attraverso la promozione di pratiche partecipative con la cittadinanza. Oltre all’indagine sugli spazi da riattivare, ci siamo occupati in maniera complementare delle storie, dei saperi, dei mestieri che animavano tali luoghi. Insieme a Urban Experience abbiamo istituito un cantiere di auto-narrazione della comunità artigiana, attuando una staffetta con le generazioni più giovani legate alle tecnologie digitali. I frammenti di storie hanno dato vita al primo archivio digitale ed open-source delle memorie artigiane della città.

 

I risvolti futuri che possiamo immaginare sono molteplici, qualunque sia la destinazione d’uso dei sottani, è indubbio che essi possano svolgere un ruolo di coesione sociale per i cittadini e possano offrire nuove occasioni per i giovani creativi. La sfida è quella di generare nuove economie relazionali e nuovi valori urbani a partire da un percorso condiviso e partecipato che coniughi il riuso del patrimonio dismesso con l’auto-narrazione di una comunità.

 

L’ecosistema #SottaninRete è stato presentate in vari contesti ed occasioni, tra cui il New Generations Festival (2014-2016), la Biennale Spazio Pubblico a Roma (2015), l’Expo Gate a Milano durante Nevicata14 Lab (2016) ed è stato inoltre selezionato tra le best practices del Forum Pratiche di Resilienza a Milano (2016). 

 

La ciudad participada

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Reflexiones sobre participación ciudadana y urbanismo de código abierto

El próximo fin de semana dentro de las jornadas en las que hemos colaborado en la organización: “la ciudad participada”, presentaremos una conferencia con Mario Hidrobo, nuestro socio en Alicante.
Estamos muy contentos de además de activar una ciudad más dentro de España, compartir cartel con amigos con los que, a mas de tener muchos objetivos comunes, compartimos cartel en mas de un evento pasado y futuro, por supuesto.
Las Jornadas están organizadas en cuanto a bloques temáticos que conforman un visión bastante completa de la participación ciudadana y los ámbitos más importantes en la construcción de las nuevas ciudades participativas.

Trabajo en red: nuevas formas de organización social
Políticas de participación: política y transparencia
Modelos productivos: nuevas formas de organización empresarial
Ciudad y espacio común: urbanismo participativo
Arte e intervenciones urbanas: intervención artística y espacio público

En cuanto a nuestra representación, Mario presentará a Civicwise como una comunidad que desarrolla proyectos encaminados en el diseño cívico, algunas experiencias internacionales de mapeo e instrumentalización digital, su proyecto de investigación “Urbanismos Invisibles” y varios proyectos participativos realizados por socios de CivicWise de otros círculos.
Esta oportunidad no será desaprovechada para invitar a nuestro evento próximo: Civic factory Fest a realizarse en Valencia el próximo mes.
Las jornadas estarán disponibles a ser seguidas por streming en el canal digital de youtube habilitado para el efecto.

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Por Mario Hidrobo

CivicWise inaugura #ResidenciaHacker para MediaLab-Prado

Residencia Medialab-Prado

@ResidenciaHack #ResidenciaHacker

#ResidenciaCivica

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MediaLab-Prado y la #ResidenciaHacker

En la pasada newsletter semanal ya os adelantamos algo, y es que CivicWise se encuentra en MediaLab-Prado realizando un proyecto del que nos hace mucha ilusión formar parte. Se trata de un nuevo modelo de residencia ciudadana promovido por MediaLab, la #ResidenciaHacker y que CivicWise inaugura con su #ResidenciaCívica.

 

El pasado Lunes se daba el pistoletazo de salida a través de la web de MediaLab-Prado, sin embargo llevamos ya unas semanas trabajando en ello, y en ellas hemos comenzado a articular la estructura del equipo de trabajo, a desarrollar los primeros enfoques del proyecto y a organizar los primeros diálogos y encuentros que nos permitan responder a una serie de preguntas a partir de las cuáles iniciamos el proceso.

 

Imaginando nuevos espacios de co-creación para la ciudad

¿Qué ocurre desde que un intrépido vecino presenta una propuesta a través de una plataforma de participación digital y el momento en el que se lleva a cabo? ¿Puede la persona hacer un seguimiento de su idea? ¿Puede participar de su producción? ¿Cuál será su implicación en el desarrollo? ¿Y con otros vecinos que hayan presentado propuestas similares? ¿Cómo hacen otros vecinos para unirse y participar de esa propuesta? ¿Cómo llevar este proceso de lo digital a lo físico? ¿Y cómo hacer sostenible dicha hibridación?

 

Desde CivicWise, y como ciudadanos, tampoco lo tenemos aún muy claro, y aprovecharemos el marco de la nueva #ResidenciaHacker para dedicar algo de tiempo a estructurar los espacios de debate y diálogo que nos permitan, entre todas juntas, construir y pensar sobre estas cuestiones.

 

Analizaremos e imaginaremos nuevas funcionalidades y herramientas que faciliten la gestión y activación de comunidades. Así, con la #ResidenciaCívica pretendemos iluminar temas clave como: gobernanza y protocolos; comunicación; y transparencia, intentando así articular y estructurar un nuevo espacio fisital (hibridado entre lo físico y lo digital) que facilite el surgimiento y la organización de comunidades de inteligencia colectiva en torno a propuestas y proyectos de intervención en el territorio surgidas de este tipo de procesos de participación digital.

 

Seguid atentos, porque pronto os contaremos mucho más sobre lo desarrollado aquí. Podéis seguirnos en twitter y facebook. Keep updated wisers!

ESCRITORIO CIVICO – CIVIC DESK

Proyecto de Luis G. Sanz

 
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    Fotografía de Fernando Alda

 

Tengo que presentar un proyecto de un arquitecto de Madrid, Luis G. Sanz, pero ni el proyecto es un edificio ni Luis es un arquitecto bajo los tópicos de la profesión. ¿Cómo describir algo que además de un proyecto es una idea? Pues con muchas ganas, gracias a la energía que él pone en el proyecto y al proyecto que no creo deje indiferente.

Hablar de alguien cuyo trabajo se aprecia sin caer en tópicos y repeticiones me parece misión imposible, lo intento brevemente. Luis es arquitecto, civicwiser, persona entusiasta de la innovación tanto como de la renovación, explorador en proyectos que se dirigen al bienestar de las personas pero nadie mejor que él para una breve descripción de sus intereses, en otro de su proyectos, su blog Cosas por hacer:  

Su proyecto “Escritorio cívico – Civic desk” se ha desarrollado en el Fablab de Medialab-Prado, un laboratorio ciudadano de investigación, producción y difusión de proyectos culturales que pertenece al Ayuntamiento de Madrid y se ha convertido en una referencia europea.

 

5       Proceso de prototipado en el Fablab de Medialab-Prado 

 

 

Esta oficina portátil es una solución compacta y plegable, una arquitectura mínima y multifuncional, creada para dar respuesta a nuevos hábitos domésticos, más ligeros y cambiantes, que pretenden exprimir las posibilidades de la vivienda más allá de la restricción de su tamaño.

El mueble está construido únicamente con piezas de madera de abedul ensambladas, sin ferretería o encolado, procedentes de un tablero laminado convencional que puede ser cortado en cualquier fresadora de control numérico como las que se encuentran en talleres de carpintería o laboratorios de fabricación.

 

 img_20161007_112909-mejorada     Proceso de corte del tablero de abedul en la fresadora de control numérico

Al civic desk le espera una vida de aventuras porque es la primera pieza de lo que será el catálogo del Laboratorio de Construcción Colectiva de CivicWise, que ofrecerá el diseño del mueble bajo licencia creative commons para quien quiera descargárselo y fabricarlo o modificarlo.

 

De momento ya ha estado de paseo por Aranjuez de la mano del gran fotógrafo Fernando Alda, en la Pop Arq Store del Colegio de Arquitectos de Madrid, hoy mismo están fabricando un hermanito en Volumes, el coworking amigo de París, la próxima semana tendrá otro en el Centro de Formación Profesional Pico Frentes de Soria, en noviembre se va al gran evento de CivicWise en Valencia, el Civic Factory Fest, en diciembre será presentado en la conferencia anual de Medialab-Prado Un año en un día… y esto no ha hecho más que empezar.

 

 

montaje       Fotografía de Fernando Alda

 

La aventura continuará buscando muchos amigos, intentando crear una comunidad de personas interesadas en participar, en usar y modificar esta oficina portátil, compartiendo sus experiencias y sus imágenes orgullosas en la plataforma de inteligencia colectiva de CivicWise.

 

 ¡Larga vida al Civic Desk!

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Por M. Berri

Aperte le iscrizioni al corso online Civic Design Italia 2017 | Iscrizioni e borse di studio

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Finalmente oggi possiamo darvi una bella notizia su CivicWise e la cara vecchia Italia! Dopo i post delle ultime settimane sulle bellissime attività di CivicWise a Valencia, a Tenerife, a Parigi, (e il silenzio che li ha preceduti…) ripartiamo con gli occhi puntati sull’italico stivale, con una novità che vuole scuoterlo da sopra a sotto.
Da parecchi mesi il team Italiano, ed in particolare il Circolo di Milano, si stanno impegnando per costruire il progetto di un corso online di Civic Design in Italiano, forti dell’esperienza delle due edizioni in Spagnolo e della prima edizione Francese che hanno visto circa 470 iscritti. Ora ci Siamo!
Dallo scorso 12 ottobre sono aperte le iscrizioni sul sito civicdesign.it , ma soprattutto sono aperte le candidature per una delle 6 borse di studio!!! Che state aspettando?

Ah! Certo, forse è meglio se prima vi diamo qualche informazione sul corso…
Allora allacciate le cinture che cominciamo, sarà un’avventura di 5 mesi con una interazione costante tra partecipanti, coordinatori, la comunità di CivicWise e soprattutto 8 ospiti nazionali che porteranno i loro progetti come caso studio per indagare i campi di applicazione del Civic Design.

Il corso inizierà il 16 Gennaio 2017 e termina il 31 Maggio 2017, sul sito è pubblicato il programma del corso, con la struttura e l’organizzazione generale che vi invitiamo a scaricare e leggere.
Abbiamo aperto una campagna di lancio Super Early Bird che resterà valida da oggi fino al 3 Novembre al costo di 90 euro, potete iscrivervi direttamente su questa pagina .
In queste settimane cominceremo a raccontarvi meglio gli ospiti, a darvi qualche anticipazione sulla struttura (e scaricatelo però il programma…) ma potete contare sulla nostra mail info@civicdesign.it se volete chiederci direttamente qualcosa.

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Oggi però vogliamo entrare un po’ nel dettaglio delle 6 borse di studio alle quali è possibile accedere  al 24 ottobre. Le borse prevedono l’accesso gratuito al corso con l’obiettivo di costruire un team di collaboratori che affianchino i coordinatori del corso. E’ possibile inviare la propria candidatura fino al 24 Ottobre 2016 alla mail info@civicdesign.it

Che cosa intendiamo?

Vorremmo che la borsa di studio vada oltre lo svolgere delle semplici mansioni all’interno del corso. In un’ottica di empowerment e di scambio di saperi cercheremo che il team di borsisti si auto-organizzi e autogestisca su alcuni aspetti organizzativi e anche di produzione di contenuto del corso.

Chi può fare richiesta?

Il profilo di chi può fare richiesta non è condizionato da aspetti tecnici o a percorsi di studi predeterminati, ci interessa sapere di più cosa fate, perché lo fate e soprattutto come lo fate!

Il Civic Design è una inter-disciplina trasversale a moltissime competenze, pertanto raccontateci chi siete e cosa state facendo, e poi ci prenderemo anche noi il tempo per farvi delle domande!

In cosa consiste la borsa?

La borsa garantisce un accesso gratuito all’intero corso a cambio di un impegno di circa 20/25 ore distribuite in maniera flessibile durante tutta la durata del corso, tenendo conto delle singole disponibilità e del coordinamento con il team di borsisti e con i coordinatori.

Cosa inviare?

Vi chiediamo di inviarci:

  • un Curriculum Vitae
  • un portfolio lavori / opere / attività per raccontarci le cose che state facendo
  • una lettera di presentazione per raccontarci chi siete

Ci sono alcuni aspetti che riguardano le attività collaborative,a cui teniamo particolarmente e che vi invitiamo a raccontarci.

Attitudine: background associativo/attivismo, ricerca, spirito di collaborazione

Approccio: condivisione, interdisciplinarità, lavoro in gruppo, autogestione

Proposte: progetti-idee da sviluppare tramite il corso

Capacità: montaggio video, gestione CMS (wordpress), youtube, gestione social network (facebook, Twitter)

 

Quando e come inviare la candidatura?

Le candidature devono essere inviate all’indirizzo mail info@civicdesign.it entro e non oltre il 24 Ottobre, dopodichè ci prenderemo un po di tempo per valutare e contattarvi.
Non preoccupatevi perché a tutti quelli che faranno richiesta di Borsa di studio assicuriamo l’accesso al corso alla tariffa Super Early Bird anche nelle fasi successive di iscrizione.

Allora che ve ne pare? Sì, sappiamo cosa vi gira per la testa ora ed avete proprio ragione. La borsa di studio è un’ottima occasione per entrare più a fondo nei temi che affronteremo nel corso ed approfondire direttamente le dinamiche collaborative e di lavoro in gruppi autogestiti sin da subito.

Siamo sicuri di avere stuzzicato il vostro palato fine, nelle prossime settimane vi terremo daremo più informazioni sugli ospiti e la struttura del corso, intanto potete iscrivervi alla nostra newsletter per stare più vicini (è in fondo alla pagina).

 

Buona settimana Wisers, siamo davvero felici di salpare per questa avventura in giro per l’Italia, e ancora di più se vi imbarcherete con noi. Per condividere questi mesi di navigazione lungo le coste italiane, attraccando in molti porti e visitando le baie piu belle del “mare civico” e con un’occhio fisso sull’orizzonte pronti a ripartire con nuove esperienze in stiva. Corpo di mille balene! ARRRRH!
il team di Civic Design Italia

 

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Tenerife Colaborativa y Civic Factory Fest Canarias

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Septiembre de 2016 se marcará como un hito importante para fasebase y sus integrantes, ya que formando parte de la organización internacional Civicwise, hemos realizado un mini encuentro en Tenerife y Gran Canaria para participar, entre otras cosas, en el evento Tenerife Colaborativa y presentar oficialmente el círculo de Civicwise Canarias e impulsar proyectos locales aplicando el conocimiento de la comunidad global al territorio local.

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Toda reunión presencial entre miembros de la comunidad global de Civicwise se prevé productiva dado el conocimiento y la experiencia profesional y personal que aporta cada uno de los integrantes al resto. Una mezcla de trabajo y ocio especial dentro de la comunidad que hace que surjan nuevas posibilidades para cada uno de nosotros. En esta ocasión, María Tomé y nosotros (Artemi y Bentejui) como miembros locales y Analia Honono, Laura Murillo y Doménico Di Siena como miembros de apoyo de la red internacional nos acompañaban en estas dos semanas de reuniones, conferencias, presentaciones, reflexión y por supuesto excursiones para conocer un poco el contexto canario, sobre el que empezar a trabajar.

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 Es por eso que en un evento como Tenerife Colaborativa, organizado por commonomia (entre los que se encuentra Pablo Fernández como parte de Civicwise) y dirigido a temas relacionados con la economía colaborativa y el bien común, hemos tenido la oportunidad de conocer, aprender y conectar de manera formal y sobretodo informal con los diferentes ponentes nacionales e internacionales, iniciativas y agentes importantes a nivel local para visibilizarnos y ver puntos en común para compartirlos y aplicarlos a proyectos conjuntos para mejorar nuestro territorio.

Entre los ponentes internacionales se encontraba Doménico http://urbanohumano.org/es/ como parte de Civicwise y otros como Cristina Gamboa y Pol Massoni (Colectivo Laborda) http://www.laborda.coop/?lang=es, Pierre Alexander (Hackistan) http://hackistan.be/, Javi Creus (ideas for change) http://ideasforchange.com/ o Michel Bauwens (P2P Foundation) https://p2pfoundation.net/ con los que hemos intercalado conversaciones y conferencias con excursiones de playa y montaña. A nivel local, ha sido muy importante el contacto con personas interesadas en participar o en sumarse a la red para trabajar de forma conjunta o encontrar el apoyo de entidades o asociaciones para los diferentes proyectos que se están desarrollando.

De esta manera, Civicwise Canarias trabajó durante la semana del evento en la creación de un espacio físico de AGORA dentro de la facultad de Bellas Artes de La Laguna, para conectar en lo profesional y lo humano con los diferentes agentes que participaban en el evento, tanto a nivel internacional como local, ponentes como asistentes, agentes activos como interesados en serlo, con la intención de sacar un diagnóstico común, unos objetivos y un camino a seguir. Y por otro lado y no menos importante, en compartir una experiencia más allá del evento y más bien con el territorio y las personas.

Es por eso que, en nuestra opinión, Civicwise ha resultado ser un elemento importante durante la semana para la integración de cada una de las personas que han participado de una forma u otra, siendo un elemento de relación, conexión e interacción con el resto de la comunidad y de estos con el entorno.

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 Tanto en fasebase como en Civicwise somos de aprovechar los viajes. Con el objetivo de construir una red multidisciplinar con la que trabajar en proyectos comunes y dado la presencia de parte de la comunidad internacional, vimos la oportunidad de movernos entre islas para comunicar presencialmente y conectar con diferentes personas, entidades públicas y privadas, asociaciones o eventos afines que puedan estar interesados en sumar a las diferentes líneas de investigación o los proyectos que quiere lanzar la organización a nivel autonómico. En este sentido, Tamara Febles y Cristina Suárez han sido parte importante del equipo de Civicwise Canarias durante la estancia en Gran Canaria para impulsar este proceso y conectar con agentes locales.

A nivel de investigación, se encuentra Insulab, un laboratorio para el desarrollo de modelos integrales sostenibles y resilientes para territorios insulares. En esta línea estamos conectando con islas de todo el mundo para trabajar en conjunto la definición de las categorías principales sobre las que desarrollar la investigación.

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En cuanto a la acción hemos tenido la oportunidad de presentar públicamente el proyecto Civic Factory Fest http://civicfactory.com/fest/ en la asociación ATLAS de Las Palmas de Gran Canaria, un proyecto muy ambicioso que se hará por primera vez este mes de noviembre en Valencia y en el cual estaremos participando, otro en mayo en Colombia y un tercero en Canarias. Un evento de un mes que quiere construir, en torno a un espacio, una comunidad en red con los múltiples agentes que intervienen en un territorio y que estos trabajen en proyectos comunes de manera transversal.

Por lo tanto, estas dos semanas nos han servido para consolidar la base del grupo de trabajo de Canarias e incluso encontrar nuevas personas que nos hacen crecer como equipo. Este próximo año se espera movido y con muchas novedades para las islas.

  Artemi Hernández Acosta         
Bentejui Hernández Acosta

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http://fasebase.com/

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